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Dall’insufficienza renale al trapianto: il valore del tempo dalla prevenzione alla cura

In Italia vivono 2.200.000 adulti con Malattia Renale Cronica (MRC), di cui ben 800.000 hanno un grado significativo di disfunzionalità. Si tratta di una patologia grave per le importanti complicanze extrarenali, che sono spesso presenti sin dalle fasi iniziali e che accompagnano i pazienti anche per 10-15 anni e, soprattutto, dalla storia naturale della malattia che nel migliore dei casi evolve sino al trattamento dialitico, invalidante ed a alto costo per la comunità (la spesa destinata alla dialisi assomma a 2.4 miliardi di euro/anno pur essendo i dializzati lo 0.08% della popolazione generale), se non alla morte del paziente.

La Malattia Renale Cronica è prevenibile e trattabile grazie a uno stile di vita sano volto a ridurre l’insorgenza di ipertensione, diabete e obesità, e solo pochi (e semplici) controlli “nefrologici” possano consentire la diagnosi precoce. Per la Malattia Renale Cronica la tempestività nell’attuare strategie terapeutiche, sia per la dialisi che per il trapianto renale, consente il miglioramento della sopravvivenza del paziente, della funzione dell’organo e della qualità di vita, e il risparmio delle (già limitate) risorse economiche e umane destinate alla Sanità.

Per il trapianto renale, un ruolo chiave anche ai fini dei tempi di attuazione della cura, è legato alla disponibilità di organi, sia da donatore deceduto che da donatore vivente.

Modera Sergio Stefoni.

Quick Info

  • 5 maggio 2018
  • 17:30
  • Sala della cultura

Speakers

Franco Citterio

Direttore Unità Trapianto di Rene - Università Cattolica del Sacro Cuore