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Instabilità del DNA e possibili forme di vita alternativa


Introduce: Lucio Ildebrando Maria Cocco

Nell’uomo il cancro è associato a mutazioni di due particolari tipi di geni: gli oncosoppressori, che proteggono la cellula dall’accumulo di mutazioni potenzialmente tumorali, e gli oncogeni, che invece potenzialmente indirizzano la cellula verso lo sviluppo di un fenotipo tumorale. Solo alcune di queste mutazioni che danneggiano il DNA possono essere causate da radiazioni e altri fattori ambientali, mentre la maggioranza è probabilmente dovuta a inevitabili danni chimici del DNA. Questi danni avvengono continuamente, sono causati da fenomeni ossidativi e idrolitici del DNA stesso e possono essere riparati in maniera sbagliata. Questi fenomeni definiscono la instabilità del DNA. Verranno pertanto prese in considerazione e analizzate le principali forme di queste alterazioni spontanee del DNA e dei relativi meccanismi endogeni di riparazione del DNA stesso. Il continuo rimaneggiamento del DNA è alla base della evoluzione.

Tra gli approcci sperimentali della ricerca contro il cancro vi è lo studio di come la instabilità del DNA abbia determinato la evoluzione. Semplici forme di vita, con un semplice patrimonio genetico, contenuto nel DNA, apparvero presto sulla Terra e poi si sono evolute. Le attuali strategie tese a ricercare forme di vita insolite sono molteplici e alcune si basano sullo studio di come agenti chimici e solventi, quali ad esempio il glicole (glicerina più alcool) in condizioni anaerobiche, quali quelle dei tumori, possano agire ad alte concentrazioni sulla degradazione e riparazione del DNA.

Quick Info

  • 14 Giugno 2019
  • 11:00
  • Aula Magna di Santa Lucia

Speakers