TEMA 2015

LA LUNGA VITA

Bologna Medicina, il Festival della Scienza Medica, nasce dall’incontro di un’opportunità con molte necessità. Era opportuno, indiscutibilmente, che il discorso sulla Medicina tornasse al centro del dibattito pubblico nella sede che ne ha visto nascere la prima moderna scuola. Basta passeggiare tra i Portici di questa meravigliosa città medievale per imbattersi, ad ogni piè sospinto, nei luoghi che hanno accompagnato lo sviluppo della disciplina: il teatro anatomico, il cortile dell’Archiginnasio con l’aula conferenze della società medico chirurgica, il Sant’Orsola, il Rizzoli, il Portico della Morte, il Museo delle cere anatomiche… un elenco infinito. Bologna è la Medicina.

Le necessità sono davanti ai nostri occhi. Esaurito – forse, sperabilmente! – il dibattito sul sistema previdenziale, un’altra grande domanda s’impone al dibattito sociale: come far fronte, nel presente e nel prossimo futuro, alla domanda di cure, di salute e di benessere nelle società economicamente più evolute e con tassi di crescita esponenziale della popolazione anziana? Quali risposte dall’economia, dalla politica, dalla finanza, dalla quotidiana gestione delle aziende sanitarie? Quale il costo dell’accesso alle nuove cure?

Da queste premesse, la scelta del tema per la prima edizione, “la lunga vita”: una conquista, un’opportunità ma anche un’immensa responsabilità sociale.

Nella composizione del programma abbiamo cercato di raccogliere tutte le necessità, le molte sfide e gli orizzonti della ricerca scientifica più avanzata: la medicina rigenerativa, il sogno dell’immunità e del controllo sul cancro, la medicina del dolore e del placebo, la medicina dei trapianti, le nuove tecnologie, dell’imaging, della comunicazione a distanza e della telemedicina, le frontiere delle biotecnologie, le tecniche di fecondazione assistita, la nutraceutica e la nuova geroscienza. Scorrendo il calendario delle giornate potrete incontrare alcuni tra i maggiori protagonisti della ricerca nazionale e internazionale, insieme a ben quattro premi Nobel per la Medicina: per un’edizione inaugurale, un buon inizio.

La “lunga vita” è tema che impone anche la rilettura di prospettive più consolidate: la medicina personalizzata e quella narrativa, le suggestioni della letteratura fantasy, le inquietudini della medicina legale, l’antropologia e la prospettiva evoluzionistica sull’invecchiamento, l’etica del finis vitae. Un tema che interroga anche alcune polemiche dell’attualità, come quella sui vaccini o che suggerisce nuove prospettive come quella della medicina di genere: depressione e osteoporosi sono la stessa malattia nelle donne e negli uomini?

Un’altra rilevante necessità è stata quella di leggere, attraverso la Medicina, i sistemi di credenza religiosa, la storia e l’epistemologia, il diritto ma anche la letteratura, il teatro, il cinema… la cultura! E così la peste di Boccaccio, le pesti antiche e quella di Ebola, la nascita della sifilide e l’influenza spagnola, il passaggio euristico-evolutivo dai “demoni” ai “geni”, l’incontro e il contagio tra pensiero epistemologicoinvestigativo e l’indagine clinica, lo scontro tra corsia e aule di tribunale nella medicina difensiva. E il confronto dei sistemi di cura con le religioni orientali, con quella ebraica, con l’Islam e il Cristianesimo.

Senza dimenticare i più piccoli, con la visita al Teatro Anatomico per le classi elementari e l’animazione del corpo umano; i meno piccoli, con il gioco della storia, per le classi superiori, confrontandosi intorno al tavolo di “Pandemic”, un gioco da tavolo come Risiko, come Monopoli ma con straordinarie implicazioni didattiche e di conoscenza; i più grandi, in fila a Palazzo Re Enzo, per seguire la “visita in corsia”, con veri letti, finti malati, antiche e nuove malattie e la tradizionale guida del “primario”. Per tutti un “dizionario bio-medico” di parole chiave.

Sempre negli spazi di Palazzo Re Enzo troverete un “Social Box”, dove raccogliere le invenzioni linguistiche di tutti coloro che vorranno costruire con noi un allegro network alla scoperta di “nuove malattie”: un gioco che rimbalzerà sui social network.

Tre le mostre: una selezione del “Burns Archive”, che ha fornito la consulenza per la serie televisiva “The Knick”, nel cortile dell’Archiginnasio; “Curare e Guarire”, presso la Sala degli Atti del Palazzo Re Enzo; il Museo delle Cere e la nuova sala settoria presso l’Istituto di Anatomia. Durante le giornate del Festival rimarrà aperto il Museo di Palazzo Poggi, insieme alle strutture di Santa Maria della Vita e di San Colombano.

Né potevamo dimenticarci degli involontari protagonisti della scienza medica, non potevamo trascurare i malati. Bologna Medicina arriva anche nelle sale d’aspetto dell’Ospedale Maggiore, del Sant’Orsola, del Rizzoli, del Bellaria, con piccoli concerti da camera e con la lettura di brani della letteratura italiana, per i lungo-degenti, i piccoli pazienti, i familiari, il personale. Una fascia serale per gli spettacoli: la grande letteratura dei medici scrittori: Cechov, Cronin, Bulgakov, Céline, Benn, Sacks, con testi recitati da Massimo Popolizio; le figure di medici nel Melodramma, il grande Cinema in un blob a cura della Cineteca di Bologna.

In conclusione…”Come moltiplicare il codice della vita?”: martedì 26 Maggio un incontro aperto al pubblico di condivisione dei risultati con la partecipazione del Premio Nobel per la Chimica 1993 Kary Mullis.

Un programma ricco di eventi e costruito così da coinvolgere la città non solo chiedendo al pubblico di partecipare agli incontri, ma che quel pubblico cerca di incontrarlo sotto i Portici – saranno all’opera anche degli “strilloni” – nelle strutture ospedaliere, nei punti d’incontro e di cittadino dibattito.

Appuntamento a Bologna, per discutere della nostra salute e del nostro futuro.

Gilberto Corbellini e Pino Donghi