TEMA 2016

LE ETÀ DELLA VITA

Se con l’edizione inaugurale di Bologna Medicina, il Festival della Scienza Medica puntava il riflettore dell’attenzione scientifica e clinica sulla “lunga vita”, sull’evidenza per cui – almeno nelle società affluenti e più sviluppate – la durata media della nostra avventura biologica tende quasi a sfiorare il secolo, la seconda edizione, tra il 19 e il 22 Maggio 2016, si concentrerà sulle diverse fasi di questa straordinaria avventura: quante sono “le età della vita”?Si fa un gran parlare, e con buone ragioni, della prospettiva sempre più a breve termine di una medicina personalizzata, o anche solo di precisione: ma quante “persone” siamo o quanto diventiamo diversi nel corso della nostra vita? Quante diverse “età” attraversiamo dalle prime fasi embrionali o fino a quelle conclusive della vecchiaia, più o meno senescente?

Prenatale, neonatale, infanzia, fanciullezza, gioventù, pubertà, adolescenza, vita adulta, vecchiaia, senescenza: chi studia i cambiamenti fisiologici significativi considera almeno dieci età diverse che si devono considerare come specifiche al corso di ogni singola esistenza. Anche se diamo per scontato che dalla culla alla bara siamo sempre la stessa persona, in realtà ognuno di noi vive tante vite quante sono le fasi fisiologiche – e, di conseguenza, potenzialmente patologiche – che attraversa. Questo significa che la Medicina deve usare idee e strumenti innovativi, e perseguire avanzamenti scientifici e tecnologici che consentano di definire, prevenire e trattare i disturbi con metodi che siano efficaci e funzionali rispetto alle diverse età che attraversa ogni singola vita umana. Quanti e quali interventi si possono mettere in atto per prevenire i rischi per la salute derivanti dalla mancata considerazione che nel corso della vita la nostra “persona” diventa diverse “persone”? Per ognuna di queste “persone”, ovvero per ogni particolare processo di crescita, con tutti i cambiamenti che accadono nell’organismo e i conseguenti comportamenti, si determinano rischi specifici per la salute.

Certo permangono rischi indipendenti dall’età – segnatamente quelli più comuni come, per esempio, le infezioni o le epidemie/pandemie, alle quali rispondiamo però in modi diversi a seconda dell’età del nostro sistema immunitario – ma per molte delle più comuni patologie la medicina deve continuare a sviluppare, come ha già cominciato a fare, metodi sempre più scientificamente affidabili che permettano strategie di prevenzione e trattamento mirati.

Nulla ha senso in biologia [quindi anche in medicina] se non alla luce dell’evoluzione – come efficacemente ci ricorda Theodosius Dobzhansky – e la specie umana discende da un lungo processo evolutivo, durato milioni di anni. Anche nella nostra specie, come per la maggior parte degli organismi superiori, l’evoluzione ha favorito gli investimenti e le capacità di adattamento in funzione della riproduzione: è grazie alla selezione naturale che ci siamo assicurati l’acquisizione di un ciclo vitale che è specifico della nostra specie, e diverso da quello degli altri primati.

Questo significa che le risorse per la crescita, per mantenersi in vita e per riprodursi, in rapporto a età o dimensione, si distribuiscono in modo tale da massimizzare il potenziale adattativo nel corso delle durate individuali della vita. Si può plausibilmente sostenere che è stata l’evoluzione del ciclo vitale umano, in particolare di specifiche caratteristiche pre-adulte di tale ciclo (tutte le molte e lunghe fasi precedenti la vita adulta, da quella prenatale all’adolescenza) che ha consentito l’acquisizione di capacità mentali necessarie e sufficienti per l’evoluzione e la diffusione di qualità umane “superiori” come linguaggio, coscienza, pensiero astratto, etc. Probabilmente è perché viviamo diverse vite in una sola, che la nostra specie è stata così efficace ed efficiente nella colonizzazione del pianeta.

Una colonizzazione e un’evoluzione su cui si è innestata, in seguito, anche la dimensione culturale: siamo persone diverse anche perché nasciamo e cresciamo in angoli del mondo lontani e disuguali, dove ad una stessa biologia corrispondono visioni del mondo e sviluppi culturali i più vari. Quest’anno, a Bologna Medicina, la novità del “paese ospite”, la millenaria tradizione della medicina cinese si confronta con la nostra storia e le nostre conoscenze.

Comprendere il significato evolutivo de “le età della vita” significa andare oltre l’orizzonte, che a qualcuno potrebbe sembrare già sufficientemente azzardato, della “personalizzazione della cura”. Ma il Festival della Scienza Medica non può che guardare lontano.

Gilberto Corbellini e Pino Donghi