SANTA MARIA DELLA VITA

Via Clavature, 10

Splendido esempio di barocco bolognese, è un vasto spazio monumentale il cui nucleo originario fu fondato dall’antica confraternita dei Battuti alla fine del Duecento e dedicato al culto della Vergine e all’assistenza dei malati. Il santuario, una chiesa a pianta ellittica dominata da un’imponente cupola disegnata da Antonio Galli Bibiena, custodisce, accanto alla cappella maggiore, il celebre Compianto sul Cristo morto, il gruppo scultoreo composto da sette figure in terracotta, un tempo policrome, a grandezza naturale: la Vergine, le tre Marie, S. Giovanni apostolo e Giuseppe d’Arimatea che piangono sul corpo del Cristo morto. L’opera, realizzata nel 1463 da Niccolò dell’Arca, è considerata da molti studiosi la più importante terracotta del rinascimento italiano ed è costante meta di pellegrini e visitatori toccati da questa drammatica e realistica rappresentazione del dolore. Attiguo al santuario si trova l’oratorio, antica sede della confraternita, che conserva intatto tutto il suo splendore barocco. Qui è custodito il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi, opera del 1522, un gruppo scultoreo composto da quindici statue in terracotta, quasi a grandezza naturale, che rappresenta un episodio tratto dai Vangeli apocrifi e dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine: la conversione dell’ebreo Anania.
Sempre nei locali dell’oratorio, un tempo sede dell’Ospedale della Vita, si trova il Museo della Sanità e dell’Assistenza, dove sono conservati oggetti e paramenti sacri legati alla storia del santuario e della confraternita, nonché oggetti appartenenti all’antico ospedale.

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