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16 Mar 2019

Conservatorio di Musica
Giovan Battista Martini

Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini

Sala Bossi - Piazza Rossini, 2
Nel 1802 la Municipalità di Bologna fece il progetto di un Liceo Musicale cittadino, da collocare nel convento di S. Giacomo affiancato alla chiesa omonima: la nuova scuola doveva insegnare composizione, pianoforte, canto, violino e viola, violoncello e contrabbasso, oboe e corno inglese.

Fu così che lunedì 3 dicembre 1804 si aprì il fiammante Liceo Filarmonico di Bologna, il nucleo primo del futuro Conservatorio “Giambattista Martini”.
Nel corso dei decenni, il Conservatorio bolognese si è allargato a più materie e a sempre più allievi e insegnanti; ha esteso i locali fino a oltre trenta aule; ha goduto della direzione di musicisti attivi ora come compositori, ora come direttori d’orchestra e di coro, ora come solisti di strumento.

A lato della magnifica chiesa di S. Giacomo Maggiore, comprendente un chiostro e affacciato sopra un altro chiostro, il Conservatorio di Bologna sta al n. 2 della piazza Rossini: piccola ma capace, nel 2004 la sua porta è quanto mai orgogliosa di poter dire, anzi cantare “Io la Musica son”, fra l’altro ben pronunciando l’iniziale pronome di persona del bel verso musicato da Claudio Monteverdi.

15 Mar 2019

Dip. Scienze Biomediche
e Neuromotorie

Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie

Aula Bigari - Via San Vitale, 59

Situata nel centro storico di Bologna, l’Aula Bigari (originariamente Oratorio della Compagnia dei Santi Sebastiano e Rocco) si trova nel contesto del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuro Motorie dell’Università di Bologna, e dal 1918 accoglie la sede dell’Odontoiatria bolognese.

L’Aula si trova all’interno di un antico edificio, dove ebbe sede, dal XVI secolo al 1801, il Conservatorio o Collegio Femminile di Santa Marta

14 Mar 2019

Istituto Ortopedico Rizzoli

Istituto Ortopedico Rizzoli

Biblioteca Scientifica | Via Giulio Cesare Pupilli, 1
Il complesso monastico di San Michele in Bosco, sui primi colli a sud di Bologna, è la sede storica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Si tratta di un’area monumentale di straordinario valore architettonico e artistico, che ospita opere di oltre quattro secoli.

Tra gli ambienti peculiari di San Michele in Bosco, il chiostro ottagonale affrescato da Ludovico Carracci e da Guido Reni, l’ex refettorio dei monaci ornato da Giorgio Vasari, la biblioteca affrescata nel ‘600 da Domenico Maria Canuti.
Antica sede della “libreria” dei Monaci Olivetani, la Biblioteca sorge nelle aule cinquecentesche al primo piano del complesso. Del 1762 il maestoso mappamondo, realizzato avvalendosi delle descrizioni di cartografi e viaggiatori esperti. Il patrimonio librario rappresenta una delle più complete e rare collezioni esistenti in campo ortopedico.
Fa parte del complesso anche il Parco di San Michele in Bosco, creato a cornice della struttura sanitaria nel 1890, quando erano ancora in corso i lavori per adeguare l’antico monastero alle esigenze ospedaliere. Dal Belvedere si apre la vista su Bologna celebrata nell’arco dei secoli: “Sdraiati sotto querce imponenti gustiamo in silenzio una delle viste più estese dell’universo”, scrisse Stendhal, in visita a Bologna nel 1817.

11 Mar 2019

Collezioni di Antropologia

Collezioni di antropologia

Via Selmi, 3
Le collezioni di Antropologia sono ospitate negli spazi che Fabio Frassetto, fondatore nel 1908 della Scuola di Antropologia di Bologna, dedicò nel 1933 al Museo didattico di Antropologia con lo scopo di raccogliere e mostrare agli studenti dei suoi corsi reperti e strumenti per lo studio della variabilità umana. Da allora e con continuità le collezioni si sono arricchite (strumenti antropometrici, riproduzioni plastiche facciali, realizzati sul vivente, sulla base di fotografie stereoscopiche e di caratteristiche del cranio, busti in gesso, tavole murali, calchi di reperti fossili, una yurta – abitazione delle popolazioni nomadi delle steppe euroasiatiche, collezioni scheletriche umane e di Primati non umani) e consentono di raccontare al visitatore la storia e l’evoluzione degli studi antropologi, la storia evolutiva umana e della sua forma moderna (Homo sapiens), peculiare per la sua unicità e diversità: le razze non esistono. Le collezioni scheletriche umane moderne (fine XIX- inizi XX sec.) identificate (per età alla morte, sesso e causa di morte), provenienti da cimiteri della Sardegna e dell’Emilia-Romagna, sono un peculiare e straordinario archivio in cui è racchiusa la storia biologica e culturale dell’uomo e quella delle popolazioni italiane dell’epoca.

Immagine: Collezione di Antropologia
©Università di Bologna/Antonio Todero

11 Mar 2019

“Luigi Cattaneo”- Istituti Anatomici

Collezione delle cere anatomiche "Luigi Cattaneo"

Istituti anatomici | Via Irnerio, 48
La Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” è ospitata in uno spazio libero e aperto che, oltre a conservare, esporre e curare quanto ereditato dal passato, vuole produrre nuovo sapere scientifico. La collezione di anatomia umana normale e patologica illustra il percorso intrapreso dagli studiosi di scienze mediche nel XVIII e XIX secolo quando, ormai acquisite le conoscenze sulla vera natura del corpo umano, si orientarono sull’indagine delle sue patologie.
Le preparazioni in cera, ossa naturali ed essiccati costituiscono un importante nucleo di materiale a scopo didattico che completa, nel susseguirsi delle scoperte scientifiche, la collezione settecentesca di anatomia umana normale presente al Museo di Palazzo Poggi, rappresentando così un continuum nello studio medico, che eccelle nella città di Bologna fra Sette e Ottocento.

Immagine: Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo”
© Università di Bologna

10 Mar 2019

Casa
Saraceni

Casa Saraceni

Via Luigi Carlo Farini, 15
Considerata uno fra gli edifici di maggiore interesse che il rinascimento cittadino abbia prodotto verso la fine del XV secolo e storica residenza della nobile famiglia Saraceni, Casa Saraceni testimonia nel disegno della facciata l’incontro della tradizione bolognese con le novità architettoniche provenienti da Firenze. Risalta la ricca decorazione in terracotta che si alterna all’arenaria dei capitelli del portico.
Dimora di Antonio Saraceni agli inizi del ‘500, vide tra i suoi ospiti illustri due ambasciatori veneti al seguito di Papa Giulio II. Acquistata nel 1930 dal Credito Fondiario della Cassa di Risparmio in Bologna, fu internamente restaurata e arredata nell’adeguamento al gusto neorinascimentale.
Lo scalone è decorato a “grottesche” da Roberto Franzoni, autore anche dei riquadri allegorici nel salone d’onore al piano nobile. Le sale ospitano dipinti del Sei e del Settecento bolognese appartenenti alle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Spicca, entro finissime cornici, la serie delle tempere settecentesche con paesaggi eseguite dal paesista Vincenzo Martinelli e dal figurista Nicola Bertuzzi, un tempo nella villa “La Sampiera” sui colli bolognesi.

In epoche più recenti, il palazzo è divenuto sede della Fondazione Carisbo, che ne ha promosso un ampio e articolato progetto di restauro.
Oggi è aperto al pubblico in occasione di mostre d’arte ed eventi culturali ospitati al piano terra.

In occasione del Festival della Scienza Medica, queste le giornate e gli orari d’apertura straordinaria:

Giovedì 23 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00
Venerdì 24 e *sabato 25 aprile dalle ore 14.00 alle ore 20.00
*Domenica 26 aprile dalle ore 12.00 alle ore 18.00

Ingresso libero

Scopri di più su www.genusbononiae.it/palazzi/casa-saraceni

09 Mar 2019

Museo di
Palazzo Poggi

Museo di Palazzo Poggi

Via Zamboni, 33
Nel 1711 il Senato bolognese acquistò Palazzo Poggi per insediarvi l’Istituto delle Scienze e delle Arti, voluto da Luigi Ferdinando Marsili. Dopo quasi tre secoli le grandi sale, affrescate dai celebri pittori Pellegrino Tibaldi, Nicolò dell’Abate e Prospero Fontana, ospitano nuovamente gli antichi corredi delle camere di geografia e nautica, architettura militare, fisica, storia naturale, chimica, anatomia umana ed ostetricia, accanto al cinquecentesco museo Aldrovandiano.

Nella sezione di Anatomia umana e Ostetricia del Museo, sono esposte le importanti collezioni di cere anatomiche grazie alle quali nel Settecento Bologna divenne famosa, riscuotendo l’apprezzamento della comunità scientifica internazionale, costretta, a partire dalla fine del XVII secolo, a ricorrere ai preparati in cera a causa della scarsità di cadaveri e dei cattivi risultati ottenuti nella loro conservazione.
Alle suggestive opere realizzate dai ceroplasti Ercole Lelli (1702-1766), Anna Morandi (1714-1774) e Giovanni Manzolini (1700-1755) si affianca la raccolta di terrecotte utilizzate per la didattica della scuola di ostetricia fondata a Bologna dal medico Giovanni Antonio Galli (1708-1782).

Immagine: Sala delle Cere Anatomiche di Ercole Lelli – Museo di Palazzo Poggi
© Università di Bologna

08 Mar 2019

Palazzo
Re Enzo

Palazzo Re Enzo

Salone del Podestà | Sala di Re Enzo | Sala degli Atti | Punto informazioni - Piazza del Nettuno, 1/C
Il Palazzo Re Enzo venne costruito nel Trecento subito dopo il Palazzo Podestà e chiamato inizialmente Palazzo Nuovo per distinguerlo da quest’ultimo, rispetto al quale aveva funzione complementare in quanto doveva accogliere la cospicua partecipazione popolare al governo della città.

Divenne poi dimora coatta di Re Enzo di Sardegna, il figlio dell’imperatore Federico II che, fatto prigioniero in guerra, ivi trascorse 23 anni della sua vita fino alla morte. Il complesso architettonico è stato più volte ristrutturato e modificato e, con i suoi splendidi saloni, è sede di una delle maggiori sedi congressuali della città.
Il profilo merlato del Palazzo si affaccia su Piazza Nettuno e testimonia lo splendore della Bologna dell’età comunale.

07 Mar 2019

Palazzo dell’Archiginnasio

Palazzo dell'Archiginnasio

Teatro Anatomico | Stabat Mater | Aula delle Conferenze Società Medica Chirurgica di Bologna - Piazza Luigi Galvani, 1

Il monumentale palazzo cinquecentesco dell’Archiginnasio è tra i palazzi più significativi di Bologna. Costruito in un solo anno e mezzo tra il 1562 e il 1563, l’edificio delle “nuove scuole”, doveva nell’intenzione del Papa, riunire le varie scuole universitarie sparse per la città e dare nuovo lustro agli studi bolognesi, a fronte della concorrenza dei nuovi centri universitari che si andavano affermando in Europa.

Il palazzo, che si sviluppa in maniera irregolare su strutture preesistenti, ruota intorno al cortile centrale a doppio ordine di logge, ed è arricchito al suo interno di volte, scaloni, loggiati ed elementi architettonici di grande valore. Due delle sale che ospiteranno gli eventi del Festival della Scienza Medica sono le aule magne originarie, destinate un tempo una agli Artisti e l’altra ai Legisti o Giuristi.

05 Mar 2019

Santa
Lucia

Santa Lucia

Aula Magna - Via Castiglione, 36 | Aula Absidale - Via de’ Chiari, 25
Con il conferimento della Laurea ad honorem a Sua Maestà il Re di Spagna Juan Carlos I, il 5 maggio 1988 viene inaugurata l’Aula Magna di Santa Lucia.

L’iniziativa del Rettore Fabio Roversi-Monaco, l’unità di intenti tra Comune di Bologna e Università, il fondamentale contributo per il restauro di Cassa di Risparmio di Bologna, Banca Popolare di Bologna e Ferrara, Banca Popolare di Milano, Banca Nazionale del Lavoro, Trevi S.p.A., Impresa Montanari hanno contribuito a dare piena funzionalità alla sala grande per le celebrazioni del Nono Centenario, in meno di un anno.
Tutti i restauri sono stati eseguiti secondo le moderne concezioni e con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Culturali Architettonici di Bologna.

Le origini della Chiesa e dell’intero comparto Castiglione – Cartolerie – De’ Chiari sono remote, secondo il Masini, la sua fondazione viene fatta risalire al 432. Numerose vicende si susseguirono e la Chiesa rimase incompiuta nella facciata e nella monumentale abside per quasi due secoli durante i quali si officiava con una chiusura provvisoria della navata. Nel 1866 fu incamerata nel Demanio Regio e adibita prima a caserma, poi a palestra ed infine laboratorio dell’Istituto Aldini Valeriani.

Circa due anni dopo l’inaugurazione dell’Aula Magna, viene inaugurata l’Aula absidale di Santa Lucia: oltre 350 posti a sedere, adiacente il blocco servizi funzionali (guardaroba, servizi, sala stampa, saletta) con strutture metalliche autonome e tamponamenti in vetro all’interno delle anse definite dai transetti incompiuti in continuità spaziale con i due ambulacri laterali della sala grande di Santa Lucia, collegata con la sala grande attraverso schermo.*

*Testo tratto da S. Lucia, Crescita e rinascimento della chiesa e dei collegi della Compagnia di Gesù, 1623-1988. Storia di una trasformazione urbanistica incompiuta, a cura di Roberto Scannavini, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1988.

04 Mar 2019

San Colombano.
Collezione Tagliavini

San Colombano. Collezione Tagliavini

Via Parigi, 5
Acquistato dalla Fondazione Carisbo nel 2005, San Colombano è un complesso chiesastico costituito da una serie di edifici aggregati nei secoli.

Il nucleo più antico è la chiesa, che, secondo la tradizione, è stata voluta dal vescovo di Bologna Pietro I nel 610 circa.

L’interno, a tre navate, ospita due affreschi di scuola bolognese del XV secolo entrambi raffiguranti la Madonna in trono col Bambino.
Risale invece al 1591 la costruzione dell’adiacente cappella della Madonna dell’Orazione, dedicata al culto di un’immagine della Vergine dipinta nel 1399 dal bolognese Lippo di Dalmasio.
Nel corso dei lavori di restauro promossi dalla Fondazione Carisbo sono stati riportati alla luce una sepoltura del XIII secolo e soprattutto una crocifissione duecentesca, definitivamente attribuita a Giunta Pisano, dipinta sulla parete di una cripta di origine medievale, completamente sepolta e dimenticata da secoli.
Di grande rilievo l’oratorio posto al primo piano, gioiello dell’arte bolognese, dove va in scena quello che lo storico Carlo Cesare Malvasia definì «una gloriosa gara» tra gli allievi dei Carracci: un ciclo di affreschi ispirato alla Passione e al Trionfo di Cristo.
In occasione del Giubileo del 1600, la decorazione della stanza fu affidata ai migliori allievi di Ludovico Carracci, primi fra tutti Guido Reni, Domenichino e Francesco Albani.

San Colombano ospita la collezione di strumenti musicali riunita dal musicista e studioso bolognese Luigi Ferdinando Tagliavini, costituita da una novantina di pezzi, nella maggior parte restaurati e perfettamente funzionanti, che abbracciano molte scuole italiane ed europee in un arco cronologico di cinque secoli: da cimeli cinquecenteschi a strumenti popolari novecenteschi. Prevalgono gli strumenti a tastiera di varie famiglie (dal clavicembalo al pianoforte, dall’organo al clavicordo), molti dei quali sono impreziositi da decorazioni pittoriche.

Il ricco calendario di iniziative di San Colombano prevede visite guidate al complesso e alla collezione musicale, concerti e conferenze.
San Colombano ospita inoltre la biblioteca specializzata del compianto musicologo bolognese Oscar Mischiati.

Scopri di più su: www.genusbononiae.it/palazzi/san-colombano/

02 Mar 2019

San Giorgio
in Poggiale

Biblioteca d'arte e di storia di San Giorgio in Poggiale

Via Nazario Sauro, 20/2
La chiesa di San Giorgio in Poggiale, così chiamata dal piccolo rilievo nella zona detto Poggiale che dava il nome al quartiere, venne edificata tra la fine del XVI sec. e la prima metà del XVII sec.

L’attuale edificio, originariamente risalente al XIII sec, venne costruito nella sua forma attuale dall’architetto Tommaso Martelli e affiancato nel XVII secolo dal convento adiacente e integrato nel 1763 dalla costruzione del campanile. La Biblioteca custodisce dal 2009 l’ampio patrimonio librario della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e ospita importanti opere d’arte contemporanea: Campo dei Fiori e l’ultima monumentale Delocazione di Claudio Parmiggiani, oltre al ciclo Cattedrale di Piero Pizzi Cannella.

La Biblioteca, il cui allestimento è stato curato dall’architetto Michele De Lucchi, è anche sede di mostre ed eventi culturali.

Scopri di più su: www.genusbononiae.it/palazzi/san-giorgio-in-poggiale/

01 Mar 2019

Palazzo
Pepoli

Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna

Sala della Cultura | Via Castiglione, 8
Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna è il cuore di Genus Bononiae. Museo innovativo e di nuova concezione, grazie al sapiente ricorso a tecniche espositive scenografiche e interattive per molti versi inedite nel nostro Paese, il percorso ricostruisce le vicende storiche e culturali, artistiche e scientifiche della città, dalla Fèlsina etrusca fino ai nostri giorni, proponendo un’interpretazione della sua eredità complessa e ricchissima per trasferirla alle generazioni future.

Il Museo della Storia di Bologna è ospitato a Palazzo Pepoli Vecchio, antica dimora di una delle famiglie più importanti di Bologna in epoca medievale. Risultato di numerose addizioni e stratificazioni architettoniche cominciate nel Trecento e conclusesi solo nel 1723, il palazzo si presenta all’esterno come un forte austero, all’interno è invece una raffinata dimora di rappresentanza. Acquisito nel 2003 dalla Fondazione Carisbo e inaugurato nel gennaio 2012, è diventato sede museale, con il progetto, il restauro e l’allestimento museografico di Mario Bellini e con la grafica di Italo Lupi e con la direzione museologica di Massimo Negri.
Al centro della corte, Mario Bellini ha collocato la Torre del tempo, una torre-ombrello di vetro e acciaio che reinventa la corte, irrimediabilmente sfigurata dal tempo, facendole riacquistare dignità e funzione. Una lanterna magica inondata dall’alto di luce naturale, che rende possibile e fluido l’intero percorso di visita tra piano terra e piano nobile, di cui proprio la torre e la corte diventano epicentro.
Le opere e gli oggetti esposti nel museo provengono dalle collezioni della Fondazione Carisbo, da altri musei cittadini e da collezioni private.
La storia della città viene ripercorsa nel suo sviluppo architettonico, artistico, scientifico e sociale, alternando diversi linguaggi: sale in cui la centralità è riservata alle opere e al messaggio grafico affiancano ambienti interattivi con ricostruzioni scenografiche, tappeti multimediali e installazioni immersive. Il visitatore è accompagnato in alcuni punti chiave del percorso da volti noti della musica, dell’arte, della storia e della cultura: a cominciare dal cartone animato in 3D sulla storia di Bologna con la voce di Lucio Dalla, proseguendo con le minifiction a tema storico di Massimo Valerio Manfredi, con le riflessioni storico-artistiche di Philippe Daverio, con le interpretazioni di Giorgio Albertazzi, con le ‘acrobazie’ verbali di Alessandro Bergonzoni.
Nella sala Parlano i bolognesi sono inoltre raccolte interviste video con molti personaggi della vita culturale, artistica, sportiva, musicale, sociopolitica bolognese contemporanea, tra cui Francesco Guccini, Umberto Eco, Romano Prodi e altri ancora.

Scopri di più su www.genusbononiae.it/palazzi/palazzo-pepoli